Il reato di furto è previsto dall'art. 624 c.p. è punisce chiunque si impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per se o per altri.

L'oggetto giuridico tutelato, quindi, non è la proprietà ma è il possesso; dal testo normativo, infatti, si evince che la sottrazione della cosa mobile altrui, è compiuta verso “chi la detiene”, pertanto non si parla di proprietà, bensì di possesso.

La condotta criminosa, invece, si identifica non solo nella sottrazione della cosa, ma anche nell'impossessamento della stessa. Il delitto di furto viene consumato nel momento in cui l'agente, dopo aver sottratto il bene altrui, se ne impossessa anche per un breve lasso di tempo. Perciò, ai fini della sottrazione e dell'impossessamento è sufficiente che la cosa sottratta sia passata sotto il dominio esclusivo del reo.

La querela è l'atto mediante il quale un soggetto, personalmente o a mezzo di un procuratore speciale, manifesta la volontà che si proceda in ordine ad un fatto che la legge prevede come reato. Il legislatore ha previsto nell'art. 121 c.p. che il diritto di querela, per chi è minore degli anni quattordici o è infermo di mente, può essere esercitato da un curatore speciale, quando non v'è chi ne abbia la rappresentanza.

Il problema nasce, quindi, quando la querela viene svolta dall'infermo senza l'ausilio di un curatore; non si capisce, invero, come un soggetto affetto da incapacità possa capire il disvalore sociale di un comportamento. Per questo motivo il legislatore ha introdotto la figura del curatore, in modo da valutare se l'infermo abbia percepito realmente tale disvalore e, dunque, sia effettivamente intenzionato a portare avanti l'istanza punitiva verso l'autore del reato.

L'accordo prematrimoniale è un metodo diffuso nei Paesi di “common law”, con il quale i coniugi, prima del matrimonio, si accordano sulle condizione economiche relative la fine del rapporto matrimoniale; questo per tutelare i loro patrimoni.

In Italia, tale figura è considerata nulla, anzi la giurisprudenza di legittimità evidenzia la nullità degli accordi fatti dai coniugi, prima di sposarsi, al fine di determinare, ad esempio, l'assegno di mantenimento, poiché non solo, limitano la libertà di difendersi in un eventuale giudizio di divorzio, ma rendono disponibile il diritto al mantenimento, che, invece, è indisponibile.

 

La legge 146/2006, recante l'intestazione “ratifica ed esecuzione della Convenzione e dei Protocolli delle Nazioni Unite contro il crimine organizzato transnazionale, adottati dall'Assemblea generale il 15 novembre 2000 ed il 31 maggio 2001”, introduce, negli art. 3 e 4, una circostanza aggravante prevista per il reato transnazionale.

Si tratta di una circostanza speciale, in quanto applicabile solo a determinati reati ritenuti gravi, puniti con una pena non inferiore nel massimo a quattro anni, e ad effetto speciale, ai sensi dell'art. 63, comma 3, c.p., poiché prevede un aumento di pena da un terzo alla metà.

In particolare, l'art. 3 della citata legge considera reato transnazionale il reato punito con la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni, qualora sia coinvolto un gruppo criminale organizzato, nonché; sia commesso in più di uno Stato; ovvero sia commesso in uno Stato, ma una parte sostanziale della sua preparazione, pianificazione, direzione o controllo avvenga in altro Stato; ovvero sia commesso in uno Stato, ma in esso sia implicato un gruppo criminale organizzato impegnato in attività criminali in più di uno Stato; ovvero sia commesso in uno Stato ma abbia effetti sostanziali in un altro Stato.

   
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