Il testamento olografo deve essere scritto per intero, datato e sottoscritto di mano dal testatore.

La sottoscrizione deve essere posta alla fine delle disposizioni. Se anche non è fatto senza l’indicazione del nome e del cognome, è tuttavia valida quando designa con certezza la persona del testatore.

La data deve contenere l’indicazione del giorno, del mese e dell’anno. La prova della non verità della data è ammessa soltanto quando si tratta di giudicare della capacità del tastatore, della priorità di data tra più testamenti o di altra questione da decidersi in base al tempo del testamento (art. 602 c.c.).

Pubblicazione del testamento olografo (art. 620 c.c.)

Chi è in possesso del testamento deve presentarlo ad un notaio per la pubblicazione.

Il notaio procede alla pubblicazione del testamento in presenza di due testimoni, redigendo nella forma dell'atto pubblico un verbale nel quale descrive lo stato del testamento e ne riproduce il contenuto.

Il verbale è sottoscritto da chi presenta il testamento dai due testimoni e dal notaio. Ad esso è inserito la carta in cui è scritto il testamento, vidimata in tutti i fogli dal notaio e dai testimoni, e il certificato di morte.

Il notaio dopo la pubblicazione comunica agli eredi di cui conosce il domicilio la presenza di un testamento.

Quando il testatore ha nominato uno o più esecutori testamentari questi deve accettare o rinunziare; l'accettazione o la rinunzia deve risultare da dichiarazione fatta nella cancelleria del tribunale nella cui giurisdizione si è aperta la successione.

 

Funzioni dell'esecutore testamentario (artt. 700 e ss. c.c.)

L'esecutore testamentario deve curare che siano esattamente eseguite le disposizioni di ultime volontà del defunto.

Egli, dopo avere depositato l’accettazione presso la cancelleria del Tribunale, deve amministrare la massa ereditaria, prendendo possesso dei beni che ne fanno parte. Tale possesso non può durare più di un anno dalla dichiarazione di accettazione.

Per motivi di necessità il giudice, sentiti gli eredi potrebbe prolungare la durata, ma al massimo di un altro anno.

L'esecutore deve amministrare i beni come un buon padre di famiglia e può compiere tutti gli atti di gestione occorrenti.

L'esecutore testamentario deve rendere il conto della sua gestione al termine della stessa, e anche spirato l'anno dalla morte del testatore, se la gestione si prolunga oltre l'anno.

Egli è tenuto, in caso di colpa al risarcimento dei danni verso gli eredi. Su istanza di ogni interessato, l'autorità giudiziaria può esonerare l'esecutore testamentario dal suo ufficio per gravi irregolarità nell'adempimento dei suoi obblighi, per inidoneità all'ufficio, o per aver commesso azione che ne menomi la fiducia. L'autorità giudiziaria deve prima sentire l'esecutore e  può disporre accertamenti.

L'attività dell'esecutore è gratuita almeno che non è prevista nel testamento.

Le spese della gestione, invece, sono a carico dell'eredità.

 

Per quanto riguarda la giurisdizione di Roma questo è quello che concretamente deve fare l'esecutore testamentario prima di procedere all'esecuzione del testamento, la competenza è del Tribunale di Roma, sezione 8° Viale Giulio Cesare 54/b piano 1 (stanza 6)

Il testatore può nominare uno o più esecutori testamentari per curare l’esecuzione delle clausole del testamento. La persona nominata deve, con dichiarazione ricevuta dal cancelliere del tribunale competente, accettare o rinunciare all’incarico.

Per l’accettazione dell’esecutore testamentario occorre, anche se più persone effettuano l’atto  contemporaneamente:

-        copia conforme del testamento;-

-        1 marca da bollo da € 16,00;

-        per la copia dell’atto marca da € 11,06 (rilascio entro 5 giorni) da € 33,18 (rilascio a vista)

-        l’accettazione ad esecutore testamentario è soggetta alla tassa di registrazione di € 200,00 da versare secondo l’allegato modello F23 in Banca o presso gli Uffici Postali.

 

 

 

 

   
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